Sognarono sotto le stelle…

La notte aveva avvolto il giorno, solo un cono di luce arrivato da un lampione ai margini della strada, illuminava di luce riflessa dal cofano dell’auto, i loro occhi.

Si tenevano per mano, senza toccarsi, mentre la voce di Chris Cornell usciva veemente e prepotente dagli speaker della loro auto, ferma verso l’infinito.

Cantarono tutta la notte senza aprire la bocca o attivare le corde vocali, fecero l’amore senza sfiorarsi.

Si penetrarono attraverso gli occhi, mentre il battito dei loro cuori produceva una musica priva di spartito.

Venne l’alba a rischiarare le anime, mentre la rugiada scendeva impavida lungo il parabrezza, come le lacrime che dai loro occhi erano scese lungo i loro volti, seguendo le rughe dell’anima fino a gettarsi nelle loro labbra.

Si erano promessi senza parlare, nutriti di sole emozioni, al buio di quella scatola con le ruote.

Erano stati vicini pur se distanti, avevano fatto compenetrare le sinapsi ed incontrare le emozioni.

L’alba li divise, senza creare spazi vuoti tra di loro.

Avevano vinto sul tempo, surclassato lo spazio, colmato di sensazioni gli spazi vuoti.

Erano ombre apparentemente distanti, ma corpi così vicini da sprigionare calore.

L’alba li riportò alla luce dopo una notte in cui avevano mescolato i sogni…

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