Nasce una speranza…

Oggi, per Natale,
ti ho raggiunto in quell’angolo,
per riempire il tuo silenzio.
Abbiamo trascorso il tempo ad osservarci, a parlare con gli sguardi mentre il giorno correva, mentre tenevo saldamente in mano il nodo del sangue.
Quello che avvicina, senza chiamare, rinsaldato dal richiamo dei ricordi, vibranti di emozioni.
Seduto accanto a te ho visto il sole stancarsi, giocare a nascondino con i tetti e le antenne di questa collina di cemento.
Con te ho goduto di sfumature improvvise d’arancione, riflesse nel rosa dei confini delle nostre montagne.
Adesso stringo le mani di chi cammina nella mia direzione, riempio la malinconia delle assenze per darmi la scossa, per rialzare lo sguardo e rimboccarmi le maniche per chi ha il tuo e il mio sangue, per chi so che ci sarà, quando non lo avrò chiamato.
Si chiude il Natale e nasce una speranza, quella che fa muovere i passi e costringe a camminare…

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