Torneremo a cavalcare arcobaleni

Oggi è uno di quei giorni.

Quelli in cui vorremmo stare solo con le spalle al muro,

con il capo tra le gambe, avvolti nei pensieri,

grigi come il cielo che fa da confine allo sguardo.

Oggi è uno di quei giorni in cui l’iride non contempla i colori,

in cui si prendono pugli violenti ed immaginari allo stomaco.

E’ uno di quei giorni in cui deglutire è come colpire con un vetro la faringe,

o camminare, scalzi, su un lastricato di chiodi.

E’ uno di quei giorni in cui si cerca un appiglio, spesso invano,

una mano tesa nel buio e quando si afferra,

si apre di nuovo il sipario della vita.

Si percepiscono i colori,

si cavalcano arcobaleni infiniti,

si corre con la mente lungo i pendii di colline verdi.

In quei giorni scuri aggrappiamoci alle emozioni,

ai ricordi traboccanti di vita, alla mano degli affetti,

alle immagini evocate da una canzone.

In quei giorni uscire dalle sabbie mobili è possibile,

a patto che ci si scontri prima con le tenebre e si abituino gli occhi a non vedere.

Quando la luce tornerà ad illuminarci, sarà un trionfo.

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