Danni Irreparabili, correva l’anno 2003. A 16 anni di distanza la mia opera prima, a puntate…

Nel 2003 veniva pubblicato il mio libro d’esordio, ‘Danni Irreparabili’. Sono passati tantissimi anni, ma ricordo in modo vivido l’emozione provata nel ricevere la lettera della casa editrice che avrebbe pubblicato il mio breve testo biografico. I miei anni più difficili finivano su carta, le mie più profonde sofferenze venivano impresse, per sempre, su un testo dalla copertina evocativa, Notte Stellata di Van Gogh.

Spesso penso che la notte sia più viva e più riccamente colorata del giorno”, scrive Vincent in una lettera al fratello. La mia notte, quella dell’anima, una volta impressa sui fogli aveva cominciato a riprendere colore. La mia anima, ferita dalla perdita di mio padre, si arrampicava con forza e determinazione per affrontare la salita più impervia e più ardua. Scrivere ‘Danni Irreparabili’ mi salvò dalla notte, la scrittura fu la medicina migliore per uscire dalla paura del domani, per archiviare un dolore talmente forte da togliere ogni speranza. A sedici anni di distanza questo scritto è alle mie spalle e probabilmente, oggi, lo leggo con molto disincanto e lo ritengo anche piuttosto banale, ma so che non è affatto così. Ci sono dentro i sentimenti di un ragazzo di venti anni a cui la vita ha messo dinanzi un ostacolo alto da superare. Oggi quel ragazzo è un uomo provato dalla vita, ma che non ha smesso mai di amarla, nonostante i momenti di silenzio che ogni tanto mi concedo per chiudermi nei miei pensieri.

Oggi, a distanza di sedici anni, voglio togliere la polvere da questa opera e renderla fruibile, di nuovo, per i miei lettori. Lo farò in 13 puntate partendo dall’introduzione di oggi. Mi auguro sia un modo per conoscere il mio sentire, per rivivere un momento decisivo della mia storia, quel lasso di tempo che mi ha insegnato a lottare, che mi ha fatto capire quanto sia importante, per me, scrivere.

DANNI IRREPARABILI (2003)

Introduzione

Non saprei proprio come descrivere il mio stato d’animo: mi sento spossato, privo di forze e di energie, psicologicamente catapultato verso angoli bui della mia vita.

Sono questi i momenti in cui penso di essere inutile, di non saper dare quando faccio di tutto affinché sia così, momenti in cui mi sembra che tutto si allontani dalla mia vita, momenti in cui tra l’altro non ho nemmeno la voglia di rincorrerla, di continuare a giocare con lei, di viverla immergendomi nelle sue più svariate sfaccettature.

A volte se ripenso a questi cinque anni mi viene una sensazione di freddo e gelo inspiegabili.Sono stati anni in cui ho perso tutto quello a cui tenevo: mio padre, l’amore,così ora mi chiedo se sono io l’incapace di costruire, di comprendere cosa sia giusto o sbagliato, di giudicare le cose possibili e impossibili.

Forse devo ancora crescere o forse lo sono troppo per cui giudico sempre le cose in modo troppo razionale e questo a volte mi spaventa.

Ricominciare a vivere non sarà affatto facile, perché quella lama troppe volte è penetrata profondamente nel mio cuore lasciando aperte delle ferite che sono sicuro nemmeno il tempo riuscirà e rimarginare.

A chi dedicare questo libro?

Sarebbe scontato dedicarlo solo a mio padre o alla persona che per me ha rappresentato e rappresenterà per sempre l’amore, ma non credo sia giusto.

Voglio invece dedicarlo anche a me stesso, al mio modo di essere, alla mia individualità, che molto spesso ho trascurato riversando qua e là le mie tante energie.

Quindi lo dedico anche e soprattutto a me, alla speranza di un futuro che,nonostante l’attuale sfiducia spero sia roseo e privo di ostacoli a volte così difficili da superare.

Perché il titolo “DANNI IRREPARABILI” al libro?

Perché questi cinque anni mi hanno effettivamente creato dei danni irreparabili, delle ferite aperte, hanno sconvolto la mia psiche, hanno messo in discussione troppi punti fermi della mia vita, hanno reso il mio futuro molto incerto.

Sono cosciente che per molto tempo sarò costretto a combattere con le conseguenze provocate da queste ferite inferte alla mia persona, ma vivrò con la speranza di poterle guarire un giorno e di poter di nuovo rivolgere il mio sguardo alla vita, di poter riversare di nuovo le mie energie nel mondo senza paure, senza freni psicologici di alcun genere, spero insomma di poter assaporare di nuovo il vero nettare della vita.

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5 risposte a "Danni Irreparabili, correva l’anno 2003. A 16 anni di distanza la mia opera prima, a puntate…"

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  1. E’ la prima volta, che qualcuno incontra il mio stato d’animo….
    Nessuno può capire, quella sensazione di danno irreparabile, che non ti fa essere più quella persona che vedeva sempre il meraviglioso in ogni cosa, a prescindere da tutto, che viveva di emozioni e atmosfere magiche, sempre e comunque….tutto all’improvviso cambia prospettiva, e dove c’erano paradisi interiori, sembra esserci un deserto, tutto da ricostruire, piantando nuovi semi emotivi, ma mai sarà come prima….

    Piace a 1 persona

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