Danni Irreparabili, capitolo 4

Fuori il cielo è grigio, così magari avrete qualche minuto in più a disposizione per leggervi, con relativa calma, il quarto capitolo di Danni Irreparabili. Un capitolo di speranza e rinascita.

Capitolo 4

LA MATURITA’

Ero di nuovo alla deriva, sballottato qua e là da forze negative, il mio castello di sabbia era stato di nuovo distrutto dal piede insensibile di un destino avverso.

Reagire mi sembrava ora impossibile, troppe le forze sprecate negli anni precedenti: ora a cosa mi sarei appigliato, cosa avrei potuto fare per non pensare, per mantenere il mio sguardo alto senza la paura di osservare un futuro privo di punti di riferimento?

Mi sarebbe piaciuto avere una bacchetta magica in quel momento, l’avrei agitata al cielo e in un istante avrei potuto cancellare tutti i momenti negativi, mi sarei epurato da tutte le tossine sprigionatesi dalle esperienze vissute.

Non sarebbe stato quello il modo più degno però per sfuggire dalla realtà: dovevo affrontarla, dovevo stringere, di nuovo, i denti, dovevo, di nuovo,gettarmi nella mischia delle incertezze, del vivere quotidiano senza una meta, senza quello stimolo positivo, che ti incita, ti scuote e dà vigore alle mille energie nascoste nell’interiorità.

La positività della mia indole era momentaneamente assente, ma già sentivo che presto sarebbe tornata, avrebbe di nuovo scosso la mia carcassa, mi avrebbe di nuovo catapultato verso la direzione giusta, mi avrebbe aiutato ad andare avanti, ad interpretare la vita come realmente è, mi avrebbe aiutato a pensare che in quel gioco che la vita rappresenta, a volte, si può anche perdere.

Ripercorrendo mentalmente il mio cammino non potevo certo limitarmi a descriverlo come un’esperienza totalmente negativa: forse lo era stato soltanto negli ultimi anni, ma sentivo e riuscivo a capire che la vita fino ad allora tuttavia qualcosa me l’aveva data, mi aveva reso uomo, mi aveva insegnato a vivere e a lottare.

Allora sarebbe stato ingiusto cercare una bacchetta magica, sarebbe stato molto sbagliato agitarla e imprecare contro il destino sperando di poter cancellare gli anni già vissuti.

Al di là di una profonda e dolorante ferita che quelle vicende mi avevano procurato ero sicuro che c’era e c’è qualcosa di più. Forse i traumi subiti hanno scatenato in me qualcosa di positivo?

Questa è stata la domanda che più frequentemente mi sono rivolto in questo mese in cui ho smesso anche di scrivere. Ho smesso perché avevo bisogno di una pausa per pensare, per impedire alla penna di descrivere quelle esperienze come un passaggio a vuoto nella mia vita, di dipingerle come il mio calvario perché sentivo, e ora, sono sicuro che non è così.

Ora forse riesco a dare una risposta, anche se approssimativa, a quella domanda perché sento che dentro me qualcosa si è mosso, che il mio modo di essere ne sia uscito modificato anche se è un mutamento appena percepibile quello che si è prodotto in me.

Io credo di notare questo cambiamento e forse sono l’unica persona che può farlo: penso di guardare la vita da un’angolatura un po’ diversa, credo di essere meno disilluso e quindi, più preparato ad affrontare gli ostacoli, credo insomma di essere cresciuto, di essere maturato.

Questo però non vuol dire che io sia cambiato nel modo di esprimere me stesso, di riversare le mie tante energie verso gli altri con lo stesso impeto di prima, senza riserve e senza mai limitarmi, ma magari ora lo faccio con un pizzico di razionalità e maturità in più che spero mi aiutino a non perdere spesso nel fantastico gioco che è la vita.

Insomma sono pronto, sono pronto a ricominciare, a lasciarmi alle spalle quello che è stato, sono pronto ad esprimere impegno nelle cose che mi stanno più a cuore.

Sarà come ricominciare, come dare un nuovo corso alla mia vita, forse meno tortuoso, forse no, ma in fondo importante è ricominciare, sentire dentro se stessi quelle pulsazioni di un tempo, quella voglia di fare e soprattutto quella voglia di vivere la vita senza lasciarsi trasportare alla deriva dalla corrente delle problematiche quotidiane.

PER CHI SI FOSSE PERSO I CAPITOLI PRECEDENTI

INTRODUZIONE: https://riccardodionisiscrittore.blog/2019/02/16/danni-irreparabili-correva-lanno-2003-a-16-anni-di-distanza-la-mia-opera-prima-a-puntate/

CAPITOLO 1: https://riccardodionisiscrittore.blog/2019/02/21/danni-irreparabili-capitolo-1/

CAPITOLO 2: https://riccardodionisiscrittore.blog/2019/02/26/danni-irreparabili-capitolo-2/

CAPITOLO 3: https://riccardodionisiscrittore.blog/2019/03/03/danni-irreparabili-capitolo-3/

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