RINASCERE (2015)

Non sento rumori,

lo stridere delle voci di un’angusta stanza,

sempre più stretta,

priva di vita.

Tutto scorre,

in un moto inesorabile,

che toglie il respiro,

incatena l’anima.

Il tempo non nasconde le ferite, 

che, ad ogni ‘incidente’, 

buttano sangue.

Occhi come laghi,

trattengono i moti dell’anima,

prima che invadano il mio mondo,

prima che il corpo cammini d’inerzia,

senza controlli e direzione.

Dal vivo dolore,

nascono tormenti che scuotono il cuore,

che il tempo non placa,

ma che il corpo trattiene,

in lotta perenne con l’impeto d’anima.

E cado in un mondo isolato,

dove cullo ricordi,

dipingo i miei sogni,

dove nulla penetra,

dove nulla scuote i sentimenti,

E quel dolore ‘antico’ diventa virtù,

artefice di un mondo ovattato,

dove trovo rifugio,

dove nessuno può ascoltare,

dove nessuno può interpretare i miei sguardi,

dove niente è precluso, 

dove vivo di colori,

dove sogno e apprezzo la vita.

In quel momento riemergo alla vita,

apprezzo chi mi accompagna,

nell’andare e nel sentire.

Le pareti bianche tendono ora al colore

e il dolore muta in forza.

Passi, da incerti a sicuri,

accompagnano il corpo e l’anima,

lungo il cammino,

prima di tornare all’oblio,

dove ogni volta riemergere è rinascere.

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